Nel periodo estivo, uno dei problemi più sentiti dagli acquariofili è l’eccessivo aumento della temperatura all’interno dell’acquario.
Infatti, una volta superata la soglia dei 28°C, la quantità di ossigeno presente in acqua diminuisce notevolmente e questo può portare addirittura la morte degli esemplari allevati.
Come puoi immaginare, a risentire maggiormente di questa condizione sono tutte quelle specie d’acqua fredda oppure tropicali che devono mantenere una temperatura compresa tra i 20 ed i 24°C.
Per risolvere il problema è possibile utilizzare due diversi strumenti:
- Ventole
- Refrigeratori
Le prime costituiscono il metodo più economico, ma anche il meno efficace e sono particolarmente utili quando la temperatura va abbassata di pochi gradi.
I secondi sono molto meno economici.
Questo accessorio raffredda l’acqua prelevata dall’acquario e la reimmette alla temperatura desiderata.
Come ti dicevo, l’utilizzo del refrigeratore ha un costo maggiore, sia in fase di acquisto che in termini di consumi, ma devi sapere che il costo è ovviamente giustificato da una maggiore efficienza ed efficacia.
Come utilizzare il refrigeratore?
Il posizionamento del refrigeratore è di notevole importanza.
Se installato all’interno del mobile dell’acquario, dovrai fare in modo che questo supporto possa prendere aria, così da evitare surriscaldamenti.
La migliore posizione, anche se non è possibile per tutti, è quella esterna all’abitazione, magari in un terrazzo o in una veranda.
Importante è la velocità di transito dell’acqua all’interno del refrigeratore.
È abbastanza comune tra i neofiti pensare che quando l’acqua scorre più lentamente, maggiore sarà la riuscita dell’operazione.
In realtà, una migliore resa del refrigeratore si ha quando c’è un flusso maggiore, creato da una pompa di potenza più elevata.
Ti do un consiglio che in entrambi i casi torna utile: se possibile, cerca di mantenere l’acquario privo di copertura.
Non ti consiglio invece l’utilizzo di cubetti di ghiaccio per far diminuire la temperatura dell’acqua: questa pratica, già di per sé poco efficace, provocherà malessere agli esemplari allevati, sia per contatto diretto, sia per la generazione di correnti fredde.
